Economia circolare: i 5 modelli di business proposti dall’Unione Europea

Lo scorso Marzo la Commissione Europea ha presentato dei modelli di business circolari per responsabilizzare i consumatori verso una transizione verde.Tra le finalità del pacchetto UE c’è sicuramente l’intenzione di rendere i prodotti più durevoli, riparabili e riciclabili e superare il modello basato sull’anacronistica logica del take-make-waste, garantendo filiere di produzione etiche.

Il pacchetto UE

l pacchetto di proposte in oggetto rientrano nel Piano d’azione per l’economia circolare. Adottato a marzo 2020, il Piano rappresenta uno dei pilastri del Green Deal, l’Agenda europea per la crescita sostenibile che punta a dotare l’Unione Europea di un’economia efficiente sotto il profilo delle risorse, garantendo in particolare zero emissioni di gas serra entro il 2050 e la presa in carico dei bisogni di tutte le persone e del Pianeta senza distinzioni geografiche.

In seguito una sintesi delle proposte più interessanti contenute nel pacchetto presentato a marzo dalla Commissione Europea.

I modelli di business

1. Ecodesign

Ormai è assodato: se un prodotto viene progettato con criterio e attenzione all’etica (sia ambientale che sociale) avrà un impatto negativo sensibilmente inferiore lungo il suo ciclo di vita. Si stima, infatti, che la progettazione di un capo di abbigliamento incida fino all’80% sul suo impatto. Per questo la Commissione Europea ìha cercato di elaborare i requisiti obbligatori di ecodesign mirati ad allungare la vita dei prodotti,  a renderli più facili da riparare, riutilizzare, riciclare… A far sì, insomma, che siano il risultato di processi più efficienti in termini di energia e risorse utilizzate.

2. Greenwashing

La Commissione Europea ha pensato anche a delle azioni mirate a contrastare il greenwashing, pratiche diffuse di comunicazione ingannevole che consiste nel millantare strategie di sostenibilità senza averle messe davvero in pratica. A quale scopo? Per migliorare la propria immagine e la propria reputazione. Nel pacchetto proposto dalla Commissione EU, si individuano requisiti specifici di informazione per dare modo ai consumatori di conoscere l’impatto ambientale di quello che comprano.

3. Passaporto digitale

Tra i modelli di business, il terzo tema è quello della tracciabilità, un obiettivo che la Commissione Europea intende perseguire dotando ogni prodotto di un passaporto digitale. L’obiettivo è quello di agevolare i diversi anelli della filiera – composti da produttori, importatori e distributori ai rivenditori, riparatori, rigeneratori e riciclatori – nell’accesso a informazioni utili a migliorare le prestazioni ambientali. Ma anche a prolungare la vita del prodotto, aumentare l’efficienza e l’uso di materie prime secondarie, riducendo così la necessità di risorse naturali primarie.

4. Fast fashion, si rallenta

Entro il 2030, i prodotti tessili immessi nel mercato dell’Unione Europea dovranno essere realizzati il più possibile con fibre riciclate e nel rispetto dei diritti sociali e dell’ambiente. I capi di abbigliamento dovranno essere longevi, sicuri, riutilizzabil. Tutto questo impegnerà le aziende, da un lato, a ridurre il numero delle collezioni annue e gli Stati dell’Unione Europea a sostenere la transizione attraverso agevolazioni fiscali per chi si occupa di riutilizzo e riparazione.
Per rafforzare il principio la Commissione Europea sta lavorando anche a un sistema di sorveglianza per verificare la conformità dei prodotti importati con i requisiti UE.

5. La gestione del fine vita

Nel pacchetto dell’Unione Europea non poteva mancare di certo un capitolo dedicato ai rifiuti tessili e alle responsabilità connesse dei produttori, che dovranno occuparsi del loro corretto smaltimento evitando il più possibile il ricorso all’incenerimento e alle discariche. La commissione Europea ha deciso, quindi, di introdurre  misure per prevenire e fermare la distruzione dei beni di consumo invenduti, prevedendo obblighi di trasparenza e comunicazione a carico delle grandi imprese e divieti di distruzione per determinati prodotti.

 

 

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