Le tool library: un nuovo modello di economia circolare

In Italia ce ne sono poche, ma si spera in una diffusione sempre più ampia. Stiamo parlando delle biblioteche degli oggetti, o meglio delle tool library !

Ci sono alcuni oggetti che usiamo davvero pochissimo nel corso della nostra vita, eppure ci ritroviamo ad acquistare spesso oppure a non utilizzarli affatto. Per la maggior parte delle persone ne sono un esempio il trapano oppure la scopa a vapore o l’idropulitrice. Si tratta di strumenti che si usano solo in determinate occasioni (ovviamente diverso è il discorso per chi li utilizza per lavoro).

Acquistare, purtroppo, significa produzione, e significa anche produzione di nuovi rifiuti, oltre che sfruttamento di risorse.

La soluzione ideale sarebbe prendere in prestito piuttosto che acquistare, proprio come i libri nelle biblioteche. Alcuni comuni italiani lo stanno già facendo: vi spieghiamo come!

Come nascono le tool library

In alcune città e in alcuni paesi italiani già esistono delle realtà che noleggiano le posate: sembra un’attività inutile, ma è davvero essenziale per la tutela dell’ambiente, poiché permettono di evitare di acquistare forchette, coltelli e bicchieri usa e getta quando si organizza una festa. Come sappiamo, infatti, per quanto le posate oggi siano effettivamente compostabili, la pratica dell’usa e getta è pericolosamente deleteria per il pianeta. Prendere in prestito grandi quantità di posate e restituirle, quindi, permette di risparmiare un sacco di rifiuti inutili.

Allo stesso modo funzionano le tool library, ossia le biblioteche degli oggetti: l’idea è quella di fornire ai cittadini degli oggetti che nella vita si utilizzano con bassa frequenza, evitando così di acquistarne di nuovi, sfruttando il potenziale dell’economia circolare e della sharing economy.

Un dtriplice vantaggio: il risparmio di denaro, il risparmio di risorse e il risparmio di spazio.

L’economia circolare delle tool library

Le biblioteche degli oggetti, o tool library, sono nate negli Stati Uniti già nel secolo scorso, con una visione parecchio avanguardista. La prima, infatti, pare essere la tool library del Gross Pointe Rotary Club di Gross Pointe, nel Michigan: fu fondata addirittura nel 1943.

Queste realtà funzionano esattamente come le biblioteche di libri: iscrivendosi al servizio, chi possiede la tessera della tool library può prendere in prestito gli oggetti di cui ha bisogno, restituendoli entro una determinata data.

Quali oggetti? Un po’ di tutto: trapani, pasta-maker, passeggini, materassini ad aria, tende da campeggio, videoproiettori, sacchi a pelo, giochi in scatola, cuffie antirumore, sci, scarponi… Davvero di tutto, letteralmente.

Dove si trovano in Italia?

In Italia la biblioteca degli oggetti più conosciuta è Leila a Bologna, ma esistono anche la biblioteca Zero a Palermo, la biblioteca degli oggetti di Rivolta d’Adda e quella del comune di Formigine. La speranza è che questi luoghi si diffondano sempre di più, promuovendo così la cultura del non-spreco, dell’economia circolare e della condivisione!

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