La moda approda nel mondo del metaverso: un approccio davvero sostenibile?

Correva l’anno 2007, Philip Rosedale, interveniva su “Business Week affermando: “il web in 3D sarà l’elemento dominante di tutte le navigazioni e tutti noi avremo presto un avatar personale”. Una dichiarazione certamente anticipatoria dell’evoluzione tecnologica che stiamo vivendo attualmente. In questo stesso periodo, la vendita online passa per esperienze esclusive e coinvolgenti, e l’usato diventa il nuovo lusso.

L’usato nel metaverso

Come è possibile fare shopping nel metaverso? Lo ha spiegato Time, raccontando del caso Around. Si tratta di una piattaforma 3D che facilita lo scambio di prodotti facendo affidamento agli NFT. Ma facciamo un passo indietro: cosa significa NFT?

Con l’acronimo NFT si indica l’espressione Non-Fungible Token che tradotto in italiano è Token non fungibili. In pratica gli NFT sono dei “certificati digitali” basati sulla tecnologia blockchain. Questi certificati sono volti a identificare in modo univoco, insostituibile e non replicabile la proprietà di un prodotto digitale.

In sostanza, quindi, Around consente di acquistare e vendere prodotti, proprio come una vetrina digitale stile Amazon, ma non si limita a questo. Gli oggetti vengono battuti all’asta al miglior offerente: così l’avatar partecipa ad una “guerra di offerte” con altri avatar. Chi vince non solo ottiene il prodotto fisico, ma anche un certificato associato al proprio avatar. Insomma, di fatto acquista una copia digitale del prodotto.

La futura sostenibilità della moda

Il settore tessile, sotto accusa per il forte impatto ambientale causato dai suoi processi produttivi e per le sovrapproduzioni è impegnato da tempo nella ricerca di soluzioni che gli permettano di allinearsi ai nuovi paradigmi di sostenibilità, come la sperimentazione di nuovi materiali e di  tecnologie produttive meno impattanti.  Da diverso tempo sta entrando a gamba tesa nel metaverso, cioè nel mondo della realtà digitale, inteso da taluni come un opportunità per un percorso di sostenibilità e da altri semplicemente comeuna grande opportunità di marketing.

Per i brand e i fashion designer pionieri del settore degli NFT, il metaverso, questo mondo digitale rappresenterebbe più di una semplice opportunità di marketing, ma una maggiore possibilità di esprimere senza limiti la propria creatività e soprattutto una buona opportunità per ridurre l’impatto ambientale.

Le sfilate

Lo sviluppo di queste tecnologie infatti, potrebbe consentire sfilate digitali od offrire appuntamenti di shopping personali. I clienti potranno incontrarsi a distanza con lo stilista per “indossare” le ultime collezioni senza salire su un aereo inquinando inutilmente.

Un esempio pratico è la “fashion week”, la quale si svolge in successione in numerose città del mondo, due volte all’anno, di  241.000 tonnellate di CO2e, equivalenti a 51.000 auto sulla strada o all’illuminazione della Torre Eiffel per 3.060 anni.

La piattaforma di realtà virtuale Decentraland e UNXD, marketplace del lusso hanno appena annunciato la creazione di una spazio nel metaverso dove i brand potranno avere la loro “settimana della moda digitale” e sfilare con le loro collezioni virtuali. Il primo evento si svolgerà dal 24 al 27 Marzo 2022 e permetterà agli utenti di acquistare abiti per i propri avatar online.

 

Le collezioni

Nel metaverso si potrebbero, inoltre, produrre intere collezioni digitalmente e poi, successivamente, produrre fisicamente solo i capi effettivamente già acquistati nel metaverso, limitando la produzione ex ante solo a una selezione di capi più basici e durevoli.

Le celebrity e gli influencer, che devono apparire on-line indossando sempre nuovi look, potrebbero sostituire i capi fisici da indossare solo una volta con capi digitali sempre in linea con le loro esigenze.

In sostanza, la produzione effettiva di abiti “reali” potrebbe ridursi e le aziende tessili potrebbero concentrarsi piuttosto su processi di moda più sostenibili e lenti.

Le controversie del metaverso

Sebbene la moda digitale sembri essere la prossima frontiera della moda sostenibile, lascia comunque dietro di sé un grande impatto ecologico di cui i brand al momento tacciono.

Il consumo di energia necessario per il rilascio di un NFT e la sua iscrizione in un registro virtuale di blockchain è infatti attualmente molto elevato. Come lo sono anche i consumi delle tecnologie di rendering per la realizzazione del 3D.

Sebbene molti marchi stiano implementando strategie ambientali per ridurre la propria impronta di carbonio, se scelgono di produrre utilizzando la tecnologia NFT e tutte le altre tecnologie necessarie per la creazione di abiti digitali in 3D, dovranno attuare ulteriori misure di sostenibilità.

I fashion designer e i consumatori devono quindi tenere in considerazione l’impatto energetico di queste tecnologie comparandolo a quello degli indumenti fisici  per poter prendere decisioni attendibili sulla sostenibilità.

La questione della sostenibilità ambientale della criptovaluta è peraltro nota da tempo (il network del bitcoin consuma ogni anno più energia di Paesi come il Pakistan) e per questo motivo c’è chi lavora su delle alternative in grado di risolvere o quantomeno alleviare questo problema.

La prima sfilata nel metaverso e il caso MetaBirkins

Quest’anno, in aggiunta ai tradizionali appuntamenti fisici nelle città di Milano, Londra, Parigi e New York, diversi brand hanno optato per presenziare anche in un’ulteriore settimana “digitale”.

L’organizzazione della Metaverse Fashion Week è stata ispirata direttamente agli eventi e ai luoghi reali: gli utenti avevano infatti la possibilità di muoversi all’interno di diversi quartieri, tra pop-up store, installazioni artistiche, concerti, panel di discussione del settore, afterparty e, ovviamente, sfilate di moda. Non solo: gli utenti avevano anche la possibilità di acquistare abiti e accessori griffati per i propri avatar, tramite criptovalute. Ulteriore novità è stata la vendita di NFT (non-fungible tokens) creati da alcuni marchi, quali Diesel e Balenciaga.

Gli eventi hanno avuto luogo dal 23 al 27 marzo 2022, sulla piattaforma ancora accessibile, da qui. La kermesse ha visto la partecipazione di oltre 50 brand, con nomi di spicco quali Elie Saab, Hugo, Dolce & Gabbana, Karl Lagerfeld, Roberto Cavalli, solo per citarne alcuni.

Birkin, Hermès; per gli appassionati di moda, un’icona assoluta. La Birkin è infatti uno degli iconici modelli di borse della maison, con ogni modello prodotto venduto a cifre da capogiro (uno ha raggiunto il costo di 112mila euro). Con una fama del genere, è normale che abbia fatto scalpore quanto realizzato da Mason Rothschild, artista digitale di los Angeles. L’uomo ha infatti creato e venduto in forma di NFT una collezione di 100 (così ribattezzate) MetaBirkin.

Oltre al pericolo di contraffazione, uno dei maggiori dubbi riguardo alla moda nel Metaverso riguarda il possesso effettivo degli abiti e accessori lì acquistati: sarà davvero sufficiente, per i clienti, possedere determinati oggetti solamente in modalità virtuale?

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