Primato nel riciclo della plastica, ma l’Italia è costretta ad importare

I dati forniti da Plastic Consult affermano che l’industria italiana è seconda al mondo dopo quella tedesca per il riciclo di plastica, ma le raccolte differenziate dei cittadini e delle industrie non sono sufficienti a soddisfare la domanda. Il 12% di plastica deve essere necessariamente importata.

L’importanza del riciclo plastico

Il riciclo della plastica è un processo che consente di recuperare la materia prima da imballaggi e oggetti in plastica usati e di trasformarla in nuovi oggetti. La plastica riciclata può essere utilizzata per produrre una vasta gamma di prodotti, dalle bottiglie ai contenitori, dagli imballaggi ai sacchetti, fino agli arredi. Riciclando la plastica si può aiutare a ridurre la quantità di rifiuti che finiscono in discarica, a proteggere l’ambiente e a risparmiare energia. In particolare, il riciclo delle materie plastiche permette di:

  • difendere la natura e l’equilibrio degli ecosistemi: la plastica dispersa nell’ambiente o smaltita in discarica può impiegare tempi lunghissimi per degradarsi. Inoltre, le microplastiche possono risultare dannose per la salute degli animali e dell’uomo. Una corretta raccolta differenziata e il conseguente riciclo della plastica è fondamentale per ridurre l’inquinamento e la quantità di rifiuti da smaltire;
  • risparmiare risorse non rinnovabili, come petrolio e metano, oltre a una notevole quantità di acqua ed energia necessarie per produrre la plastica da materie prime;
  • limitare la quantità di rifiuti destinati alle discariche e di sostanze pericolose smaltite nell’ambiente. Per tutelare la salute di tutti e migliorare la qualità di aria e suolo è quindi importante cercare di utilizzare il più possibile materiali riciclati;
  • limitare le emissioni di CO2 in atmosfera: il processo di produzione della plastica produce ingenti quantità di anidride carbonica e altri gas serra che vengono rilasciati nell’ambiente durante l’intero ciclo di vita della plastica, dall’estrazione delle materie prime, fino alle fasi di lavorazione e distribuzione sul mercato. Il processo di riciclo, che consente di realizzare nuovi prodotti, produce una quantità notevolmente inferiore di CO2 rispetto ai processi produttivi che utilizzano materia prima vergine.

Perché la domanda di plastica riciclata incrementa?

C’è un fenomeno sociale, normativo, ma soprattutto di marketing che costringe al ricorso di plastica riciclata. Infatti, un qualsiasi prodotto realizzato con materiali rigenerati è più attrattivo per i consumatori e le aziende puntano a trascriverlo sulle loro confezioni. Da non sottovalutare per il produttore i prezzi delle materie prime, che spingono questi ultimi a preferire materiali rigenerati. Inoltre, il bonus 110% sull’efficienza energetica ha spinto del 50% la plastica riciclata nell’edilizia, come profilati e tubi di scarico.

Così, mentre il riciclo sale del 17% a 800mila tonnellate, la domanda di plastica riciclata viene usata per produrre nuovi imballaggi.

Le origini e il riutilizzo della plastica riciclata

Da dove arriva la plastica riciclata utilizzata? Il 70% deriva dalle raccolte differenziate pubbliche, quelle che coinvolgono i cittadini; il 20% deriva dalle raccolte private commerciali e industriali come ad esempio le cassette della frutta, i teli agricoli, e così via. Il restante deriva da raccolte differenti.

Il riutilizzo di questo materiale ha più modalità: per esempio il riciclo chimico o il riciclo meccanico, in cui la plastica viene separata in diversi polimeri, poi triturata e riportata a frammenti piccolissimi adatti ad essere riutilizzati per la produzione di nuovi beni.

Transizione ecologica delle imprese

Nel settore si osserva una tendenza all’integrazione verticale in cui i grandi operatori di servizi pubblici ambientali acquisiscono aziende di riciclo e di tecnologie e allargano l’attività dalla raccolta differenziata al mercato dei prodotti finiti di plastica riciclata. Il fatturato annuo è pari a circa 1 miliardo: è nel Nord Est che si concentra la maggior parte degli impianti di riciclo meccanico censiti (oltre il 40% del totale).

Una problematica da non sottovalutare

Secondo un report internazionale di Green Me, infatti, l’Italia è all’undicesimo posto tra i principali esportatori di rifiuti plastici al mondo: solo nel 2018, ne abbiamo spediti all’estero 197mila tonnellate, per un giro d’affari di 58,9 milioni di euro. Per avere un’idea chiara del nostro export, si tratta di un peso pari a 445 Boeing 747 a pieno carico, passeggeri compresi. Un problema per nulla secondario per il nostro Paese dove la crescita della richiesta della plastica riciclata è in continuo aumento.

 

 

 

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