Turismo sostenibile: i trend ecologici delle strutture alberghiere

Il turismo sostenibile è diventato un campo di ricerca sempre più popolare dalla fine degli anni ’80. Grazie al nuovo atteggiamento più responsabile nei confronti della natura si sono diffuse forme di turismo accumunate dal rispetto per l’ambiente naturale e per le comunità locali.

Gli anni ’90 segnarono un grande cambiamento verso questa direzione in quanto ricchi di conferenze ed approvazione di convenzioni e protocolli. Un esempio è stata la “Dichiarazione di Rio” che definì le responsabilità delle Nazioni in merito allo sviluppo sostenibile. Successivamente si inserì anche la “Carta di Lanzarote”, primo documento ufficiale che stabilisce le regole da adottare per un turismo sostenibile.

Il turista “green” e la piattaforma Travalyst

La crescita della coscienza ambientale ha fatto sì che i consumatori si comportassero in modo più rispettoso nei confronti dell’ambiente. Il turista “green” è definito il turista etico, responsabile, non solo attento a conservare l’ambiente ma ad integrarsi nelle comunità locali. Nel 2014, un sondaggio realizzato da Opodo provò a delineare l’identikit dell’eco turista: in base ai dati risultò che 7 turisti su 10 fossero pronti a seguire accorgimenti necessari per risparmiare energia durante il soggiorno, ma non a sostenere una spesa maggiore per avere eco servizi. Soltanto i francesi si dichiararono più disposti.

Secondo il sondaggio, il turista eco-friendly proviene principalmente dalla Germania (76%), dall’Inghilterra (66%), dalla Francia (66%) e infine dall’Italia (47%).

Nel 2018 Booking, invece, dichiarò che il numero dei viaggiatori green fosse in crescita rispetto agli anni precedenti, con l’87% disposto a viaggiare in maniera sostenibile.

Ce lo chiede soprattutto il Pianeta: la sostenibilità è diventata un obbligo. Basta pensare agli emergenti “green influencer” che in pochi mesi accumulano milioni di follower, uno primo di tutti è il principe Harry, duca di Sussex, che è anche alla guida di Travalyst.

Travalyst è una fusione delle parole Travel, viaggio, e Catalyst, catalizzatore, perché i viaggi possono essere catalizzatori di un cambiamento positivo. La piattaforma è nata in collaborazione con alcuni dei maggiori leader del settore turismo, da Booking.com a Skyscanner, Visa, TripAdvisor.

L’hotellerie sempre più sostenibile

I viaggiatori sono alla ricerca di esperienze green e di soggiorni che non impattino in maniera negativa sull’ambiente, ormai questo è assodato.

Ne sono un esempio diverse catene alberghiere che hanno optato per soluzioni green, dalle camere fino al ristorante.

Ci sono camere plastic free, come nel caso di VOIHotels che ha scelto amenities naturali e sostenibili, che riducono sensibilmente il consumo di plastica.

Anche he la riduzione di CO2 è uno degli obiettivi che l’hotellerie si adopera a raggiungere; Lefay Resorts, per esempio, è la prima azienda italiana del settore turistico a sottoscrivere un accordo con il Ministero dell’Ambiente per progetti mirati alla neutralizzazione delle emissioni di CO2.

Non dimentichiamo poi la cucina sostenibile e a Km0: sempre più chef scelgono di coltivare il proprio orto per offrire materie prime che non impattino negativamente sull’abiente.

Infine ci sono catene alberghiere che fanno del mood green una vera e propria filosofia: EcoWorldHotel è il primo brand alberghiero italiano ecosostenibile e il primo Marchio di Qualità Ambientale italiano per strutture ricettive.

Ecohotel certificato che si trova a Milano

I trend attuali del turismo sostenibile nell’ospitalità sostenibile

Legrand, che ha curato la pubblicazione di Hotel Yearbook Special Edition – Sustainable Hospitality 2020, mette in evidenza una serie di trend ecologici applicabili nel settore alberghiero per quanto riguarda il turismo sostenibile, come ad esempio:

  • Diminuire degli sprechi alimentari. Utilizzando, per esempio, cibo prodotto sul posto, con prodotti a chilometro zero, e intervenendo sulle abitudini sociali per assicurarsi che gli sprechi di cibo siano considerati inaccettabili;
  • Ridurre al minimo necessario il consumo di acqua nelle camere di hotel. Oltre a incoraggiare gli ospiti a usare l’acqua (e gli asciugamani) in modo responsabile, alcune strutture stanno introducendo innovazioni come ad esempio docce che recuperano e filtrano l’acqua utilizzata;
  • Eliminare la plastica. Il passo successivo al riciclo è proprio quello di fare a meno dei prodotti di plastica monouso. Questo aiuterebbe molto a limitare la gigantesca quantità di rifiuti che deriva dalla loro realizzazione e dal loro smaltimento;
  • Diminuire il consumo di energia. Questo “metodo economicamente sostenibile” è efficace e facile da mettere in pratica. Basterebbe, per esempio, rimodellare l’esperienza dell’ospite e chiedergli un comportamento un po’ più flessibile. Ad esempio si potrebbero sostituire il minifrigo e la macchina del caffè di ciascuna stanza con un’area comune in cui queste comodità sono a disposizione di tutti;
  • Creare hotel senza carta. Si tratta di un compito reso molto semplice dai moderni property management system, che semplificano le operazioni e velocizzano le operazioni, e ridurrebbe anche le emissioni di CO2; 
  • Integrare la sostenibilità nell’architettura dell’hotel. Nella costruzione di nuove strutture è stato proposto un nuovo approccio, il “concetto dei tre zero”: usare manodopera e materiali di costruzione del posto (chilometro zero), prestare attenzione a una corretta gestione energetica e alla riduzione delle emissioni (zero CO2) e introdurre il concetto di ciclo vitale nelle tecniche di costruzione (zero rifiuti). 

 

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